Gli occhi della paura

pubblicato nella rassegna “Le stagioni del cuore” del blog “La mia biblioteca romantica

L’aereo cominciò ad abbassarsi e si immerse in uno strato latteo di nubi per uscirne poco dopo, in vista del suolo. Sotto di loro, l’incontro tra l’arcipelago di Stoccolma e il grande Lago Malaren assomigliava a una tavolozza impazzita di marrone, verde e blu. La prima volta che aveva visto quel panorama dall’alto, Helena l’aveva paragonato a un groviera e Annika non aveva gradito. Erano passati undici anni da allora, quando erano arrivate insieme in aereo per trascorrere tre settimane a casa Tryggvason, d’estate. Era tornata anche l’anno dopo, ed erano state le due estati più belle della sua vita.Erano inseparabili, lei e Annie, lo erano state per tutta l’università che avevano frequentato insieme a Parigi. Due straniere, due nordiche nella ville lumière, inglese girovaga lei, quasi senza patria dopo avere trascorso l’infanzia e l’adolescenza al seguito della carriera diplomatica del padre; svedese campanilista decisa a tornare in patria dopo gli studi di storia dell’arte la dolce, bionda Annika. Si erano avvicinate solo in quanto entrambe forestiere, e avevano avuto la fortuna di scoprirsi anime affini.Dopo la laurea le loro vite avevano preso strade diverse, ma erano sempre rimaste in contatto. Lettere, mail, una telefonata fiume ogni tanto. Fino a quella breve e improvvisa di ventiquattr’ore prima. “Astrid è scomparsa. Ti prego, vieni”.Astrid, sei anni, la primogenita di Annika. Helena aveva preso il primo aereo per Stoccolma in partenza da New York, dove viveva e lavorava da due anni. Pregando di poter fare qualcosa, temendo di arrivare troppo tardi.
Trasse un profondo respiro, cercando di svuotare la mente prima che tornasse a fare corto-circuito attorno al groviglio di pensieri che l’aveva perseguitata per tutto il viaggio.“Atterreremo tra pochi minuti”, la rassicurò la hostess che stava passando per controllare le cinture di sicurezza, forse pensando che quel sospiro fosse dovuto alla tensione per il volo. 
Ma Helena volava da quando era bambina e si sentiva a suo agio, in cielo. Quell’hostess non avrebbe mai potuto immaginare, di che cosa aveva davvero paura.